Yukon River Canoe 2014

Dal Canada all’Alaska, 1300 km fino oltre il Circolo Polare Artico: questa la nuova ed affascinante avventura intrapresa da Maurizio Belli e Fulvio Giovannini nell’estate 2014.

Una canoa con il minimo materiale possibile al seguito per percorrere la parte più suggestiva e selvaggia di un imponente fiume, quarto al mondo per portata d’acqua: lo Yukon River, oltre 3100 km di lunghezza totale, dai territori canadesi, dove nasce, al Grande Nord americano attraversando tutto lo Yukon Territory da sud a nord e l’Alaska da est a ovest fino a sfociare con un ampio delta nel mare di Bering.

La spedizione è iniziata il 27 di luglio a Whitehorse, nello Yukon canadese e si è conclusa il 10 di agosto al villaggio indiano di Fort Yukon in Alaska. I due canoisti, grazie alla preparazione fisica e allenamento in canoa sul fiume Adige, le molte ore di luce disponibili dovute alla posizione molto a nord rispetto all’equatore, il tempo favorevole e il fiume Yukon particolarmente ricco d’acqua in questa estate, hanno potute mantenere un’importante media giornaliera di circa 110 km, con anche 130 km percorsi in un solo giorno pagaiando per oltre 13 ore consecutive e di percorrere così l'itinerario in appena 12 giorni.

Subito dopo la partenza, il Lago Labarge, la prima difficoltà dettata dall’attraversamento di questo lago tanto vasto quanto insidioso. Questo specchio d’acqua della lunghezza di circa 70 km è molto temuto poiché il brutto tempo può arrivare senza preavviso, provocare onde molto alte con vento forte e rendere estremamente difficile il governo e la stabilità dell’imbarcazione, con la possibilità di urtare le numerose rocce affioranti. L’acqua del lago e del fiume Yukon anche in estate è molto fredda e in caso di caduta la sopravvivenza è solo per un paio di minuti.

Il primo tratto di fiume, circa 700 km da Whitehorse a Dawson City, è quello conosciuto. In alcuni punti sulle sue sponde sono ancora visibili i resti di villaggi indiani abbandonati e della “Gold Rush”, la mitica corsa all’oro di fine Ottocento che portò in quei territori decine di migliaia di pionieri. In questo tratto di percorso il fiume Yukon è piuttosto stretto con la corrente abbastanza veloce. Lasciato alle spalle il villaggio di Carmacks, i protagonisti hanno dovuto affrontare le temibili “Five Fingers Rapids”, le rapide delle cinque dita, spesso tristemente ricordate per essere state un vero pericolo per le imbarcazioni fluviali che viaggiavano verso Dawson durante il periodo della corsa all’oro. Dopo un’ispezione dall’alto delle rapide, vista anche la notevole portata d’acqua del fiume e la grande difficoltà dettata dalle numerose correnti che si incontrano nei punti di passaggio obbligato, i canoisti decidono di aggirarle a piedi trasportando con grande fatica l’imbarcazione e tutti i materiali per oltre un chilometro salendo oltre la banchina del fiume e attraversando la fitta foresta.

La seconda parte della spedizione è stata caratterizzata dall’attraversamento della “Yukon-Charley Rivers National Preserve”, uno dei parchi nazionali più famosi d’Alaska e del nord America. Il Parco inizia al villaggio indiano di Eagle, proprio sul confine fra Canada e Stati Uniti d’America e abbraccia tutto il fiume Yukon per i restanti 600 chilometri di spedizione percorsi. In questo vasto territorio, selvaggio e completamente disabitato di una superficie pari a quella dell’Italia, non c’è nessuna via di comunicazione stradale, solo qualche piccola comunità di nativi dove la caccia e la pesca sono ancora le uniche fonti di sopravvivenza. In questo lungo tratto di fiume i protagonisti hanno incontrato un solo un villaggio e dovuto superare ancora notevoli difficoltà dovute principalmente ai forti temporali che arrivavano improvvisamente portando forte vento con onde alte e fare attenzione ai numerosi schianti di piante galleggianti e alle zone di acqua bassa sul fiume molto frequenti in questo tratto di fiume denominato anche delle “Yukon Flats”.

Il fiume Yukon, una totale immersione nelle magnificenze della natura, ambienti e panorami mozzafiato, una natura completamente incontaminata e primordiale con la possibilità di incontrare animali selvatici quali orsi, alci, lupi, aquile e molti altri mammiferi, ambienti e panorami mozzafiato, è ancora oggi cosi come migliaia di anni fa uno dei fiumi più selvaggi e incontaminati del Pianeta e del Grande Nord.